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Aerodromo Militar de Lanzarote
Abbiamo visitato la base aerea sull'isola di Lanzarote (Canarie), unità di appoggio e rischieramento per i velivoli militari dell'Ejército del Aire spagnolo. 
 
Una calda giornata del mese di luglio fa da cornice alla visita dell'Aeródromo Militar de Lanzarote. Dopo aver visitato tempo addietro la parte civile dell'aeroporto, ci viene ora concessa l'autorizzazione per prendere in esame il settore militare. La base dipende, sia operativamente che organicamente dal Mando Aéreo de Canarias (MACAN) e si trova nella provincia di Las Palmas, presso la località di San Bartolomé. Situato nell'est dell'isola, è praticamente una continuazione dell'aeroporto civile di Arrecife, parallelo alla spiaggia di Guacimeta e di fronte alle coste africane del Marocco. 
Il campo d'aviazione di Lanzarote risale al 1935. Documenti riportano che il 30 aprile del 1936 iniziarono importanti lavori per livellare un'ampia zona di terreno e dar vita così alla pista d'atterraggio. Verso la metà del 1940, l'Ejército del Aire approvava la costruzione di un aeroporto militare sull'isola nell'ambito del piano di difesa dell'arcipelago canario, in posizione strategica rispetto al Sahara occidentale. 
A partire dal 3 marzo del 1970 l'aeroporto di Lanzarote venne aperto anche al traffico civile nazionale ed internazionale per il trasporto di passeggeri. Fino al 1970 la base militare è vissuta nell'ombra per poi riprendere intensa attività operativa a causa della situazione conflittuale nel Sahara. Il 5 marzo del 1972 furono ceduti ulteriori 27.000 metri di terreno per l'ampliamento del settore militare. 
Il primo dispiegamento operativo di truppe avvenne il 21 settembre del 1974 quando un Dc 3 proveniente da Gando sbarcò i militari destinati alla protezione operativa delle infrastrutture che si erano realizzate.  
Il 3 novembre del 1973 lo Stato Maggiore dell'aviazione spagnola istituì a Lanzarote l'Escuadrón  Aerotáctico n°1. Inizialmente questa unità consisteva in un radar mobile con capacità di continuo spostamento. Successivamente si trasformò in postazione radar fissa che si stabilì nella zona più alta dell'isola, conosciuta con il nome di “Las Peòas del Caché” e prese la denominazione di “Escuadrón De Vigilancia Aérea Número 22” (EVA N°22). Questo reparto, con funzione di guida caccia, è tuttora operativo e supporta quotidianamente le missioni degli EF 18 presenti alle Canarie, compresi quelli con compiti QRA (Quickly Response Alert). Nell'emblema dell'unità trova posto il Dromedario, animale presente a Lanzarote. Il nominativo radio del radar è “Scirocco”, dal nome dell'omonimo vento. 
Durante il 1975 l'aeroporto acquisisce progressivamente maggiore importanza dal punto di vista strategico. Sempre come base di rischieramento e aeroporto alternativo per i velivoli militari spagnoli. Dagli anni '70 ai nostri giorni sono state numerose le infrastrutture che gli uomini dell'Ejército del Aire hanno realizzato con impegno e dedizione, conferendo così alla base l'aspetto moderno e funzionale che presenta oggi. 
Due importanti visite sono avvenute sull'aeroporto, la prima il 14 novembre del 2004 quando i vertici dello Stato Maggiore spagnolo hanno passato in rassegna l'unità e la seconda il 13 ottobre del 2008 quando sua Altezza Reale, il Principe de Asturias, ha reso ufficialmente visita alla base. 
Nell'emblema dell'aeroporto troviamo un'aquila in volo sopra i vulcani e le parole: “viento”, “arena”, “mar y fuego”, questi quattro elementi (vento, sabbia, mare e fuoco) sono tutti caratteristici di Lanzarote: il vento, sempre costante e sostenuto, la sabbia, che i venti stessi portano dal vicino deserto del Sahara, il mare che circonda completamente l'isola e per finire il fuoco, presente perché Lanzarote è un'isola vulcanica, caratterizzata da una vasta zona dal paesaggio lunare con innumerevoli crateri e fenomeni geotermici ancora in atto. 
Attualmente l'aeroporto è suddiviso in tre aree differenti: quella operativa, l'area dei servizi e quella residenziale. Trovano occupazione presso la base circa 170 militari, molti dei quali hanno con sé la famiglia. Il Comandante dell'aeroporto, insediatosi recentemente, è il Colonnello Mariano Díez Clemente, pilota di EF 18, coadiuvato dal Capitano Miguel Palacios. 
Durante la nostra visita erano rischierati un paio di elicotteri dell'Esercito provenienti dall'isola di Tenerife; un Agusta AB 212 e un Eurocopter AS 332B1 Super Puma, entrambe inquadrati nell'ambito del BHELCAN VI di Tenerife. Gli equipaggi di questi velivoli si addestravano compiendo mediamente tre missioni al giorno, anche notturne, prevalentemente nel settore sud est dell'isola in missioni di ricerca e soccorso in mare. Macchine e personale sono stati supportati logisticamente da un Lockeed KC 130H Hercules di stanza a Zaragoza AB.  
AB 212 Spanish AF
A settembre sono attesi invece, per un ciclo di esercitazioni, diversi F 2000 Typhoon dalla Spagna continentale. E' normale anche assistere spesso a passaggi di Fokker F 27MP, velivoli con compiti SAR (Search and Rescue), appartenenti all'802^ Escuadrón de Fuerzas Aéreas / RCC de Canarias, impegnati in missioni di pattugliamento costiero. Anche le isole Canarie infatti risentono, seppure in misura nettamente inferiore rispetto all'Italia, del fenomeno dell'immigrazione clandestina. Piccole imbarcazioni, approfittando delle giornate di mare relativamente calmo, approdano qui provenienti dalle vicine coste del nord Africa, che distano appena un centinaio di chilometri.
Nel primo pomeriggio è atterrato invece un velivolo da trasporto tattico EADS CN 295, T-21. Appartenente all'Ala 35, con homebase a Getafe (Madrid), questo aereo proveniva dalla base di Gando, Gran Canaria. In meno di quaranta minuti di volo, con una velocità di crociera di 230 kts,  ha raggiunto Lanzarote dove, presso il piccolo terminal dedicato, erano presenti diversi militari con le loro famiglie. Sbarcati i passeggeri e i bagagli, in breve tempo sono iniziate le procedure per l'imbarco e la ripartenza sempre verso Gran Canaria. Da qui con aerei più grandi, i militari potranno rientrare in Spagna. Questo regolare servizio “navetta” è ben espletato dai bimotori Casa 295 che attualmente l'Ejército del Aire ha in ugual modo dislocati ad Herat in Afghanistan. Con un peso massimo al decollo di 23.200 kg, può trasportare fino a 78 soldati o 69 paracadutisti completamente equipaggiati. Dotato di autonomia superiore ai 4.000 km, può tuttavia estenderla grazie alla capacità di rifornimento in volo. 
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Casa CN 295 Spanish AF
Casa CN 295 Spanish AF 1
Casa CN 295 Spanish AF 2
E' stato davvero interessante poter accedere e visitare questo reparto, un aeroporto che gode di un clima particolarmente mite durante tutti i mesi dell'anno, se vogliamo un po' il Decimomannu delle Canarie, che ben si presta ad accogliere velivoli in transito per addestramenti fuori area. Per il personale addetto, quando non si lavora, il relax è garantito da sole, mare e spiagge eccezionali.
Foto e testo di Diego Bigolin 
Prodotto da Giorgio Ciarini 
Settembre 2012 
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