18° Gruppo "Brandy" 
Il 18° Gruppo viene costituito il 24 dicembre del 1917 a Taliedo (Milano), dove vi rimane per i due anni successivi, ed è appunto del 1919 la data del suo scioglimento. Il primo di giugno del 1931 sull’Aeroporto di Bresso, sempre zona Milano, avviene la ricostituzione del Reparto, alle dipendenze del neo costituito 3° Stormo, la dotazione di velivoli è di alcuni CR.20 suddivisi tra le tre Squadriglie che compongono il Reparto, queste sono la 83^, la 85^ e la 95^. 
Le prime operazioni avvengono qualche mese dopo la sua ricostituzione partecipando alle manovre dell’Armata Aerea svoltesi tra agosto e settembre, iniziando così un intenso e brillante ciclo di operazioni. Nel corso del 1932 invece si susseguono le partecipazioni ad eventi più pittoreschi come la “Giornata dell’Ala” sull’Aeroporto di Littorio (ora Latina) e verso fine anno alle manifestazioni aeree di Milano e Torino. 
Nel 1934 si ritorna ad una attività decisamente più impegnativa con la partecipazione alle manovre sull’Appennino Tosco-Emiliano, dislocato a Pisa il 18° prese parte a questo evento di coopoerazione con il Regio Esercito. L’anno successivo è la volta di un’esercitazione nei cieli di Milano, e ad un rischieramento di difesa aerea per il convegno di Stresa sul Lago Maggiore. 
Verso la fine del 1939 il Reparto riceve i nuovi CR.42 mentre si trova a Mondovì in Piemonte e per l’occasione sulle fusoliere dei biplani compaiono le nuove insegne con le tre frecce inserite nel quadro e il motto “ocio che te copo…!” nel frattempo il 18° abbandona il 3° Stormo per collocarsi nel 56° Stormo Caccia Terrestre, questo passaggio valse anche al Reparto di allargare la propria flotta con dei Fiat G.50. 
Con la primavera del 1940 l’addestramento comincia ad intensificarsi, constatato la situazione globale con la seconda guerra mondiale ormai iniziata, nel breve arco di due mesi, da aprile a giugno il Reparto si ritrova sul campo di Mirafiori (Torino) e a Novi Ligure, una delle tre Squadriglie in dotazione invece è dislocata a Villanova d’Albenga. 
Al momento della dichiarazione di Guerra alla Francia del 10 giugno del 1940 da parte di Mussolini, il 18° Gruppo Caccia Terrestre dipendeva dalla 2^ Divisione Caccia “Borea” in forza alla 1^ Squadra Aerea, le direttive di impiego della Squadra Aerea prevedeva attacchi con bombardieri e caccia sul fronte occidentale alpino, in particolare nella zona occidentale della Francia, gli obbiettivi principali erano i porti e gli aeroporti, compresa l’area strategica di Tolone. Terminate le veloci operazioni contro la Francia si comincia a ventilare l’ipotesi di un utilizzo del 18° Gruppo sulla Manica contro gli inglesi, un fatto importante avviene nel settembre del 1940 quando viene costituito il CAI (Corpo Aereo Italiano), il 18° Gruppo viene incluso nella schiera di Reparti sotto questo nuovo Comando, la dotazione per i Reparti del CAI prevedeva 50 CR.42 e 50 G.50. 
Con il nuovo dislocamento a Ursel, vista l’impossibilità di operare sopra l’Inghilterra per motivi di autonomia, le prime operazioni vengono svolte per difendere il Belgio e l’Olanda, e come scorta ai convogli navali che transitavano nella manica, nei mesi successivi sono molte le missioni svolte con ottimi risultati, questo nonostante le avverse condizioni climatiche proprie della zona. 
Nel 1941 per far fronte alla grave situazione della campagna d’Africa il 18° Gruppo viene posto ai comandi della 5^ Squadra Aerea, il 27 gennaio il Reparto decolla da Pisa con destinazione l’ASI (Africa Settentrionale Italiana), le zone di operazioni sono del Gruppo sono diversificate e comprendono una buona parte del territorio libico, la maggior parte delle quali vengono svolte in appoggio ai Reparti dell’Afrikakorps e ai Reparti della Luftwaffe. Verso la fine del 1941 i piloti del 18° Gruppo vengono fatti rientrare in Italia per iniziare l’iter addestrativi sui Macchi MC.200, una volta termina la qualifica al pilotaggio del nuovo velivolo inizia una nuova “campagna” per gli uomini del 18°, questa volta in Grecia ad Araxos, e ancora una volta per risollevare le sorti di una campagna, “Italia-Grecia”, che era ormai da troppo tempo latente, bastano pochi mesi per la capitolazione della Grecia, e questo soprattutto grazie al notevole supporto fornito dall’Aeronautica Militare. Con il finire delle operazioni, il 24 aprile del 1942, il 18° viene fatto rientrare a Caselle (Torino) dove inizia un nuovo addestramento volto ad acquisire capacità di bombardamento in picchiata. Nel gennaio del 1942 il Gruppo era transitato alle dipendenze della 3^ Squadra Aerea, mentre nel maggio dello stesso anno è alle dipendenze del 3° Stormo, non essendo più Gruppo Autonomo gli viene assegnato anche un nuovo emblema, la famosa “Vespa Arrabbiata” dello Stormo, con il  18° arriva anche il 23° Gruppo CT. Dopo un lungo trasferimento attraversando tutta la penisola e parte del Nord Africa il Reparto arriva ad Abu Haggag per essere impegnato sul fronte egiziano. Le operazioni alternano missioni di scorta con attacchi al suolo, questi ultimi con la scorta dei colleghi del 23°, in particolare nella zona di El Alamein, dopo aver perso tutti i velivoli a disposizione, il Reparto viene dotato di Macchi MC.202. Nel gennaio del 1943 dopo mesi estenuanti, e una dura ritirata fino a Tripoli, il 18° completa l’ultima missione di guerra nella campagna egiziana. Con il ritiro dalla Libia vengono concentrati in Tunisia pochi ma efficienti Reparti inquadrati sotto la 5^Squadra Aerea, tra questi compare anche il 18° Gruppo, ormai allo spasimo come dotazione di mezzi e il personale logorato, nel marzo del 1943 avviene il ritiro in Italia a Ciampino dove inizia la strenua battaglia finale. La fornitura dei nuovi Macchi MC.205 non serve a molto difatti il convincimento che non si poteva fare ormai più di tanto era nell’aria, ma nonostante questo il 18° Gruppo si fece ancora onore e più volte venne citato sui bollettini di Guerra. La tregua era ormai stata stipulata con gli alleati ma l’Aeronautica in generale continuò a lottare allo stremo delle forze, arrivato l’8 settembre del 1943 con i noti fatti il Comandante del 3° Stormo, da cui dipendeva il 18°, scioglie le fila e manda tutto il personale in licenza illimitata, questo è l’atto conclusivo del glorioso 18° Gruppo.
L’8 maggio del 1945 termina il conflitto e anche l’esperienza di Guerra della nostra Aeronautica Militare, durata 20 mesi dalla sua costituzione sulle ceneri della Regia Aeronautica.  
Con la costituzione della 5^ ATAF l’organico della Forza Aerea viene notevolmente ampliato, e il primo di luglio del 1954 viene ricostituito a Verona Villafranca il 3° Stormo da Ricognizione Tattica, dopo un mese esatto anche il 18° Gruppo viene ufficialmente ricostituito. 
Inizialmente dotato di F 84G Thunderjet, il Reparto si addestra al nuovo e importante compito di ricognizione aerea, ruolo reso ancora più impegnativo dal fatto che il 3° Stormo era l’unico Reparto NATO in questa specialità nel sud Europa. Nel 1955 avviene la transizione sul nuovo RF 84F Thunderflash, velivolo specifico al ruolo svolto dal Gruppo, negli anni a venire l’attività è molto sostenuta con frequenti esercitazioni e Squadron Exchange, oltre che alle missioni prettamente militari i velivoli da ricognizione vengono usati anche in occasione di calamità naturali e per la sorveglianza del territorio. Nel 1970 arrivano ai Reparti della 3^ Aerobrigata Caccia Ricognitori, designazione ricevuta nel 1967, i primi F 104G che dotati di Pod Orpheus garantiscono ancora di più uno strumento efficace, il 18° Gruppo effettua la transizione sullo “Spillone” nel 1973, in questi anni il Gruppo di Volo, oltre alla banda di colore verde come identificativo, rispolvera in memoria del glorioso passato lo stemma con le tre frecce bianche stilizzate in un disco verde bordato di rosso e la mitica scritta “ocio che te copo…!”. Con una nuova ristrutturazione l’Aeronautica Militare abbandona la scelta di avere delle Aerobrigate, ricordiamo che la definizione Aerobrigata era concessa a quei Reparti che avevano tre Gruppi di Volo alle proprie dipendenze, la scelta di tornare agli Stormi costa al 18° Gruppo la messa in “posizione quadro” e la cessione dei suoi velivoli agli altri Gruppi. 
Con la costituzione del NODA (Nucleo Operativo Difesa Aerea) nel settembre del 1984 a Gioia del Colle si intravede la possibile ricostituzione del 18°, dapprima tale nucleo viene fornito di velivoli F 104S del 156° Gruppo CB (Caccia Bombardieri) in fase di transizione sul nuovo velivolo Tornado IDS, sui velivoli oltre alla scritta NODA compare lo stemma con i tre Strali bianchi del 18°, nel giugno del 1984 il NODA avviene la transizione nella nuova denominazione. Il 28 marzo del 1985 pochi mesi dopo la sua ricostituzione al Gruppo viene consegnata la Bandiera di Guerra. Subito dopo con la crisi Libia-Stati Uniti, il Reparto si trova subito in prima linea, con frequenti missioni di scorta a velivoli di linea diretti alle isole nel sud d’Italia, come si può facilmente intuire si prospettano mesi molto intensi, anche per la presenza di altri Reparti sulla loro base. 
Nei due anni seguenti (1986-87) il Reparto è sottoposto alla sua prima valutazione operativa, che supera brillantemente nel dicembre del 1987, qualificandolo “Combat Ready” nel ruolo difesa aerea.
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Dal 27 agosto dello scorso anno il Maggiore Raffaele Catucci è il Comandante del 18° Gruppo, Gruppo storico del 37° Stormo ormai da quasi un quarto di secolo. 
Catucci è nato a Pordenone il 7 aprile del 1973, il suo arruolamento in Aeronautica Militare risale al 24 agosto del 1992, quindi appena terminata la maturità scolastica, egli viene assegnato al corso accademico Orione IV dove ottiene la Laurea Magistrale e tramite un corso apposito per il ruolo naviganti una Laurea in Scienze Aeronautiche, studi che ovviamente sono svolti presso l’Accademia Aeronautica di Pozzuoli (Napoli). Volevo ricordare che l’Accademia Aeronautica è a tutti gli effetti un’istituzione storica del nostro paese, e una tra le più antiche al mondo, sin dal 1923 (anno di costituzione) il suo ruolo è stato quello di preparare tutti gli ufficiali che successivamente avrebbero prestato servizio presso la Regia Aeronautica prima e poi dal 1946 in Aeronautica Militare.  
Il brevetto di pilota militare Catucci lo ottiene presso la nota scuola statunitense ENJJPT (Euro-Nato Jet Pilot Training) basata sulla Sheppard Air Force Base di Wichita Falls, Texas. 
Nel 1997 al ritorno in Italia viene assegnato all’Unità di Conversione Operativa di Grosseto presso il 4° Stormo, in quanto destinato a diventare pilota della linea F 104’ “Starfighter”, conseguita l’abilitazione sul “Cacciatore di stelle” approda al 37° Stormo di Trapani Birgi nel 1998, l’assegnazione è la 83^ Squadriglia del 18° Gruppo, allora unico Gruppo di Volo in quel di Trapani, un anno dopo Raffaele “Flash” Catucci diventa a tutti gli effetti “Combat Readiness” sul 104 nella versione S ASA-M. 
Per lui ci sono vari incarichi nell’ambito del 18° Gruppo, tra i quali lo vediamo nel ruolo di Comandante della 82^ Squadriglia, Capo Nucleo Tattiche Operative e G.E. del Gruppo di Volo, e Capo Sezione Addestramento e Standardizzazione dell’Ufficio Operazioni di Stormo. 
Con circa 1.900 ore di volo il Maggiore Catucci è anche uno dei piloti con più anni di attività presso i “Brandy” in servizio attivo oggi, di queste più di 750 sono state volate ai comandi del caccia F 16ADF/B, potendo così ambire al ragguardevole traguardo delle mille ore sullo stesso velivolo, inoltre sempre sul caccia americano ha conseguito la qualifica di Istruttore Tattiche Operative. 
Per i servizi prestati durante la crisi del Kosovo Catucci è stato insignito della relativa medaglia NATO. In conclusione come avete potuto leggere il Maggiore Catucci dall’assegnazione al Reparto operativo ha prestato servizio solo ed esclusivamente presso il 18° Gruppo percorrendo tutto l’iter per arrivare sino all’ambito traguardo di Comandante, il prossimo traguardo che è più un augurio che una certezza, è di portare il 18° Gruppo verso una transizione sul nostro caccia nazionale Typhoon.
Negli anni seguenti sino ai primi anni novanta continuano le attività addestrative alternate a Squadron Exchange come quelli di Beauvechain (Belgio), Neuburg e Pfertsfeld (Germania), nel contempo il Reparto continua ad addestrarsi anche nel ruolo secondario di attacco al suolo. 
Nella seconda meta degli anni novanta nonostante il Reparto è pienamente integrato nel sistema di difesa aerea della NATO, partecipa da eventi addestrativi complessi anche molto complessi sia nazionali che estere, citiamo le più importanti e significate: “Dragon Hammer”, “Tridente”, “Ardente”, “Mothia” e “Display Determination”, mentre si prospettano all’orizzonte la partecipazione ai corsi tattici denominati TLP (Tactical Leadership Program), altre seguono a ruota come la “Ample Train 95” in Norvegia e la “Odax 96” in Francia, l’ultima in ordine di tempo “Cooperative Key 98” in Turchia è il banco di prova per testare la macchina operativa NATO in previsione dell’intervento nell’area dei balcani. 
Nel 1999 giunge il momento di mettere in pratica tutte le nozioni acquisite durante le molteplici esercitazioni perché con il rischiaremento ad Amendola (Foggia) sul versante adriatico per fronteggiare la crisi in Kosovo. Con l’inizio della Guerra il 18°Gruppo viene trasferito a Gioia del Colle dove vi rimane sino al termine del conflitto, dalla base pugliese i piloti del Gruppo svolgono circa 70 missioni CAP (Combat Air Patron), tutte le missioni vengono svolte con l’F 104S ASA-M, voglio ricordare che per il Reparto questa operazione reale è la prima dopo la conclusione del secondo conflitto mondiale. 
A partire dal 2001, circa due anni prima che vengono formalmente inviati in Italia i primi velivoli F 16 come fornitura in leasing da parte del Governo americano, il 18° Gruppo ha inviato negli States i primi piloti per svolgere la conversione sul “nuovo” velivolo presso l’OCU (Operational Conversion Uinti), Reparto dedicato alla conversione operativa della linea di volo dell’USAF ((United States Air Force)  e dell’ANG (Air National Guard) dislocato sull’Aeroporto Internazionale di Tucson IAP in Arizona. Nel giugno del 2003, con l’arrivo dei primi F 16 per il 18° iniziano le prime attività sul territorio italiano con il caccia americano.    
Ricordiamo che il 18° Gruppo in quel periodo era l’unico Reparto dislocato sulla base siciliana e disponeva allora come ora di tre Squadriglie, la 75^, la 82^ e la 83^; la presenza delle Squadriglie in seno ai Gruppi di Volo vengono lasciate più che altro per mantenere vivo un ricordo storico carico di significati e per attaccamento a dei periodi molto importanti della nostra Forza Armata, infatti spesso e volentieri alla singola Squadriglia vengono assegnati due/tre piloti, in casi rari anche uno solo. 
Il 18° Gruppo nonostante il passaggio dal “104” al “16” è riuscito a contribuire, salvo una ridottissima sospensione, con continuità al servizio (QRA Quickly Response Alert) di difesa della spazio aereo nazionale quando, terminato l’ultimo turno di allarme il 21 aprile del 2003 (F 104) ha ripreso il 22 luglio dello stesso anno (F 16), oltretutto esattamente quattro mesi dopo l’ingresso in linea di volo del caccia americano. Contemporaneamente è iniziata l’attività addestrativa volta a mantenere operativo il Reparto, addestramento necessario per svolgere al meglio il ruolo che gli è stato assegnato dallo Stato Maggiore AM. Questa capacità operativa viene mantenuta grazie alla partecipazione del Gruppo con i suoi uomini e mezzi, a molteplici esercitazioni sia sul territorio nazionale che internazionale. Cerchiamo ora di ricordare i più significativi con l’intento di fornire al lettore un quadro generale sulle necessità che ha un Reparto come il 18° per mantenere la qualifica di Combat Ready. Visto che ne ho fatto cenno nel testo dedicato al 10° Gruppo volevo ricordare che dopo l’arrivo di quest’ultimo nel 2006 in seno al 37° Stormo le attività addestrative dei due Gruppi si sono praticamente svolte in modo perfettamente omogeneo come fossero un unico soggetto. 
Quindi da questo momento entrambi i Reparti compariranno nella descrizione delle attività.  
Nel 2006, 2007 e 2008 i due Gruppi di Volo hanno partecipato a una delle più importanti esercitazioni che si sono svolte sul nostro territorio nazionale, denominata “Spring Flag”, il teatro dove si sono svolti gli eventi è Decimomannu in Sardegna. All’esercitazione partecipano assetti aerei, navali e terrestri sia nazionali che internazionali, queste forze messe in campo vengono chiamate dalle istituzioni mondiali come NATO e ONU ad intervenire in caso di importanti crisi mondiali, ovviamente tramite simulazioni, vengono sviluppate esercitazioni di combattimenti simulati utilizzando il sistema ACMI (Air Combat Manouvering Instrumentation) presente sul poligono AWTI (Air Weapons Training Installation) e per quanto riguarda le simulazioni di bombardamento utilizzando il vicino poligono di Salto di Quirra. 
Altre importanti esercitazioni a cui hanno partecipato i “Brandy” e le “Picche” sono i corsi TLP (Tactical Leadership Program) che si svolgono con cadenza regolare dal 1996, questo è l’anno in cui ha aderito la nostra Forza Armata e non l’anno di costituzione che risale invece al lontano 1978, prima a Florennes in Belgio ed ora ad Albacete in Spagna, i nostri equipaggi hanno svolto questi corsi di tipo “external” (solo come partecipanti) e di tipo “full”( come organizzatori). 
Tornando alle operazioni di casa nostra, sempre in Sardegna a Decimo i nostri “ragazzi” del 10° e 18° svolgono regolarmente le “campagne ACMI” dove svolgono attività in particolare di DACT (Dissimilar Air Combat Training) svolta in modo autonomo o con altri Reparti presenti sul poligono. 
Queste sono le attività che vengono svolte in maniera continuativa o comunque regolare, poi ci sono le attività svolte saltuariamente, per esempio di recente è stata effettuata una campagna in collaborazione e a sostegno della nostra Marina Militare, che a sua volta era impegnata con la Portaerei francese Charles De Gaulle e con i suoi Rafale M.  
Altre attività che vengono svolte dai Gruppi di Volo del 37° Stormo sono delle missioni chiamate European Cross Country, dove due o più velivoli effettuano uno volo andata e ritorno su di una base estera, per esempio nel recente passato gli F 16 sono stati a Landivisiau (Francia), Neuburg e Torrejon (Germania), e nel breve periodo di permanenza presso queste basi della NATO possono essere effettuate ulteriori missioni DACT con i Reparti basati su di esse. 
Ritornando alle esercitazioni vere e proprie non possiamo menzionare l’ultima svolta dai “Viper” di Trapani nello scorso ottobre sempre in terra sarda, l’esercitazione di tipo bi-nazionale chiamata Starex 2009 è di notevole impatto tecnico per i nostri piloti in quanto l’altra componente partecipante all’evento è stata la Forza Aerea israeliana, la Israeli Defence Force ha inviato a Decimo due componenti di volo dotate di F 16I e di F 15I. Ovviamente confrontarsi con questo tipo di Forze Aeree, non può che accrescere le conoscenze professionali dei nostri piloti, visto che si sono dovuti confrontare con equipaggi altamente addestrati (considerato il loro perenne stato di vigilanza e di attività reale) e soprattutto perché dotati di velivoli sicuramente di un’altra classe tecnologica in particolare per le sofisticate apparecchiature in dotazione. 
Oltre alle attività menzionate sino ad ora, il lavoro quotidiano dei piloti del 10° e del 18° non si ferma, ma prosegue nelle prossime due tipologie elencate, meno frequenti ma svolte con la stessa professionalità. 
I piloti dei due Gruppi con i loro F 16ADF effettuano missioni sulle altre basi dell’Aeronautica Militare per mantenere valida la qualifica dei Crew Chief, specialisti addetti ai velivoli di passaggio che operano su basi aeree non dotate di questo tipo di velivolo; un’altra importante “mission” svolta una tantum dagli stessi piloti è stata la campagna di validazione del nuovo missile aria-aria IRIS-T (Infra Red Imaging System Tail/Thrust Vector-Controlled), missile di costruzione tedesca che nel prossimo futuro potrà sostituire gli AIM 9L Sidewinder. 
Queste sono solo alcune delle missioni svolte dal 10° e dal 18° Gruppo con cadenze regolari, a cui si aggiungono i turni di allerta per la difesa dello spazio aereo nazionale, ruolo considerato fondamentale per la sicurezza nazionale; sicuramente i piloti dei due Gruppi in questi pochi anni di attività con l’F 16 sono stati tra quelli più attivi nello scenario della nostra Forza Aerea nel settore della difesa aerea, questo è stato reso possibile operando con un sistema velivolo-ore di volo azzeccato ed efficiente, che ha permesso di effettuare un buon “range” di ore di volo a guadagno delle capacità professionali di ogni singolo pilota.