10° Gruppo "Le Picche" 
Solitamente inizio la descrizione del Gruppo di Volo con i fatti storici che lo hanno plasmato sin dagli albori e via via proseguendo fino ad arrivare alla storia contemporanea. In questo caso però devo fare per forza un’eccezione, e doverosa è anche la precisazione che segue: come tutti sappiamo i Gruppi di Volo non possono essere intitolati ad aviatori o comunque a personaggi che hanno fatto la storia dell’Aeronautica nazionale, questa caratteristica spetta solo agli Stormi. Una delle poche eccezioni presenti nella nostra Aeronautica Militare è proprio racchiusa nel DNA del 10° Gruppo; scrivendo che la mitica 91^ Squadriglia di Francesco Baracca è parte integrante del 10° Gruppo, insieme alla 84^ e alla 85^, si scopre immediatamente il perché di queste eccezioni, al Gruppo spetta da tempo immemorabile il dovere imprescindibile di portare questo eroico nome e portare come propria effige il famosissimo Cavallino Rampante di Baracca. 
Francesco Baracca è un mito della Prima Guerra Mondiale, il suo nome compare in un infinità di pubblicazioni, da semplici articoli, nei libri di storia a scopo didattico e in molto altro, anche se non tutte le voci, come purtroppo spesso accade, gli rendono il giusto onore. Le virtù di obbedienza, il carattere riservato, la modestia, il freddo autocontrollo e le grandi capacità di aviatore con le sue 34 vittorie riconosciute ufficialmente, fonti certe ne contano 36, ne hanno fatto un eroe nazionale.  
Nato a Lugo nel 1888 in una ricca famiglia dopo gli studi nella sua città natale e a Firenze scelse la vita militare ed entrò in Accademia a Modena, con il grado di Sottotenente, nel 1910 venne assegnato al prestigioso reggimento “Piemonte Reale”. Nel 1912, come volontario in aviazione, Baracca venne inviato in Francia dove svolse un corso di pilotaggio conseguendo il brevetto numero 1037. 
La sua prima missione di guerra avvenne il 25 agosto del 1915 nel conflitto contro l’Austria, la sua prima preda abbattuta fu un dirigibile Brandenburg austriaco il 7 aprile del 1916 e venne riconosciuta anche come la prima in assoluto per l’aviazione italiana, questa fu la prima di una lunga serie, queste vittorie gli valsero una notevole popolarità sui giornali nazionali che ne descrivevano le imprese, portando anche in risalto il comportamento di Baracca sempre cavalleresco nei confronti degli aviatori nemici, arrivando fino a portargli dei piccoli doni se fatti prigionieri, oppure portare una corona di fiori sulla tomba nei casi peggiori. 
Nella primavera del 1917 viene costituita la 91^ Squadriglia, Squadriglia che raggruppava i migliori piloti da caccia del periodo, questo valse il nome al Reparto di “Squadriglia degli Assi”. In questo periodo compare anche il famigerato Cavallino Rampante nero, scelto in onore del Reggimento “Piemonte Reale” che ne aveva e ne ha uno tuttora argento in campo rosso come emblema. 
Dopo la ritirata di Caporetto Baracca ed i suoi compagni vennero impiegati sul nuovo fronte del Piave, combattendo sin dal primo giorno in prima linea contro gli austriaci, conquistando il dominio del cielo e portando un contributo decisivo alla sconfitta del nemico, oltre al dominio del cielo gli aviatori guidati da Baracca vennero chiamati a svolgere pericolose missioni di mitragliamento delle trincee nemiche, ed è proprio in una di queste missioni, la sera del 19 giugno del 1918, l’aviatore di Lugo venne visto precipitare in fiamme sul Montello, due differenti versioni ipotizzano l’abbattimento, la prima che fu colpito da colpi sparati da terra, la seconda di un abbattimento per mano di un caccia austriaco.
La storia del 10° Gruppo Caccia intercettori risale agli inizi dell’Aeronautica Nazionale e si riallaccia all’aviazione da caccia Italiana fin dalle sue origini. Il Reparto viene costituito a Pasian di Prato (Udine) il 10 Aprile 1917, inizialmente è equipaggiato con Nieuport Ni-17, SPAD VII, SAML e solo in un secondo tempo viene dotato in parte con Hanriot HD-1. Il 10° Gruppo annoverava, tra le altre, anche la 91^ Squadriglia di Francesco Baracca, nota come Squadriglia degli Assi. La Squadriglia divenne una delle più famose nella storia della Regia Aeronautica prima e ancora oggi nella moderna Aeronautica Militare. Il Cavallino Rampante che Baracca aveva impresso sul proprio velivolo divenne, dopo la sua morte, il simbolo dell’intero Reparto e ancora oggi rimane l’effige dei velivoli del Gruppo. Al termine del primo conflitto mondiale (10 dicembre del 1918) il 10° Gruppo venne sciolto. Per la sua ricostituzione bisogna attendere 13 anni, quando il primo giugno del 1931 sull’Aeroporto di Campoformido (Udine) venne chiamato a formare il 4° Stormo insieme al 9°Gruppo. 
In questo periodo il Gruppo è formato dalla 84^, dalla 90^ e dalla 91^ Squadriglia, con velivoli Fiat CR.20 in dotazione, immediatamente riprese subito la gloriosa tradizione dei “cacciatori” facendosi onore nelle esibizioni di alta acrobazia, durante le numerose esercitazioni tattiche e manovre combinate alle quali partecipò. Nel settembre dello stesso anno fu trasferito all’aeroporto di Gorizia dove ricevette i nuovi velivoli CR.Asso. Negli anni successivi si susseguirono i riequipaggiamenti, nel 1933 con dei caccia CR.30, poi nel 1935 con i CR.32 e infine alle porte della Seconda Guerra Mondiale nel 1939 con i CR.42. All’entrata in guerra dell’Italia il 10° Gruppo venne trasferito presso il campo libico di Tobruk, dove rimase sino al 1941, anno in cui rientra in Italia, sempre a Gorizia, per equipaggiarsi dei nuovi velivoli della Macchi MC.200, con essi, partendo da Pola e da Ronchi dei Legionari, il Reparto partecipa alle operazioni contro la Jugoslavia. Nel giugno dello stesso anno il Gruppo si trasferì a Catania dove diventò Gruppo autonomo e passò alle dipendenze del Comando Aeronautica Sicilia. Con questo nuovo assetto partecipò agli attacchi contro Malta ed alla ricerca e scoperta dei convogli navali inglesi nel Canale di Sicilia. Il distacco dal 4° Stormo non durò molto e già a ottobre è nuovamente sotto lo stemma ducale di Amedeo d’Aosta, un breve trasferimento a Udine consentì al 10°Gruppo di ricevere i nuovi MC.202. Completato l’addestramento sul nuovo velivolo il Gruppo rientrò in Sicilia per riprendere gli attacchi contro Malta. Nel maggio successivo fu di nuovo impiegato in Africa Settentrionale. Nel 1943 dopo aver ricevuto i Macchi MC.205 partecipò alla difesa della Sicilia contro lo sbarco degli alleati. Una volta firmato l’armistizio il 10° Gruppo, sempre nell’ambito del 4° Stormo ed assieme al 5° ed al 51° Stormo, venne chiamato a costituire il Raggruppamento Caccia. 
La descrizione dell’attività svolta dal Gruppo durante l’ultimo conflitto mondiale e la produzione di essa in cifre, non potrebbe che riassumere un bilancio fatto di caduti e di gloria. Ricordiamo solo che il sacrificio degli uomini, meritò alla Bandiera del Reparto una Medaglia d’Oro al Valor Militare e che ben sette piloti del 10° Gruppo, seguendo la scia luminosa di Francesco Baracca, ne furono insigniti alla memoria. 
Nell’estate del 1946 il 10° Gruppo, sempre seguendo il 4° Stormo, venne trasferito all’aeroporto di Capodichino e dotato dei suoi primi aviogetti di costruzione inglese, il famosissimo DH.100 “Vampire”. Nel 1956 il Reparto, nel frattempo rinominato Aerobrigata, venne trasferito sulla base aerea di Pratica di Mare per iniziare la conversione sugli F 86E “Sabre”. Nel frattempo il Gruppo aveva perso la 90^ Squadriglia che venne chiamata in altro ambito per formare il 12° Gruppo, ma in contemporanea ne acquisisce due di nuova costituzione: la 85^ e la 86^.  
L’emblema del 10° Gruppo venne utilizzato anche come nome e simbolo della Pattuglia Acrobatica del “Cavallino Rampante”, ciò avvenne nel 1957, quando i velivoli in dotazione al Team Acrobatico furono i nuovi F 86E, con esibizioni perfette svoltesi in Italia e all’estero. Con questa Pattuglia la Forza Armata iniziò il suo lungo cammino verso il dominio assoluto nel campo delle esibizioni acrobatiche con formazioni composte da più velivoli.
Un altro episodio di valore storico eccezionale per il Gruppo avvenne nel dicembre del 1961 quando venne trasferito sull’Aeroporto di Grazzanise, formalmente come rischieramento su una base aerea che al momento non disponeva di Reparti propri. Nel 1963 anche per il 10° inizia l’epoca del “mitico” F 104G Starfighter con l’acquisizione del nuovo caccia intercettore. Il 27 settembre del 1967, in seguito ad una ristrutturazione operativa dei Reparti dell’Aeronautica Militare il Comando Base Aerea Grazzanise (Caserta) diventa il 9° Stormo “Francesco Baracca”, denominazione che viene acquisita dallo Stormo in quanto ha in dote proprio il 10° Gruppo.  Per ben trentasei anni il Reparto continua ad operare proficuamente al servizio di Difesa Aerea dei cieli nazionali, l’addestramento continua regolarmente come la partecipazione a tutti gli eventi che hanno coinvolto la nostra Forza Armata, portando per suo conto e dove richiesto il famoso “Cavallino Rampante” di Francesco Baracca, il Gruppo partecipa attivamente alle più importanti esercitazioni nazionali ed estere per mantenere lo status di “Combat Ready”, e sicuramente non manca di dare il suo apporto durante le varie crisi che hanno coinvolto i vicini paesi balcanici. In prossimità della fine del millennio, purtroppo con la previsione di uno scioglimento dello Stormo a cui appartiene il Gruppo di Volo, per le “Picche” si prospetta un altro importante passaggio storico. E’ necessario inoltre garantire la continuità di esistenza della “mitica” 91^Squadriglia degli Assi, uno dei simboli che l’Aeronautica Militare non può abbandonare per le ovvie ragioni storiche.     
Nel giugno del 2003 il Gruppo, nonostante sia ancora in servizio presso il 9° Stormo, invia i propri piloti negli Stati Uniti a Tucson (Arizona) per iniziare la conversione sul velivolo F 16.  In questo particolare momento di vita del Reparto si delinea in modo concreto il futuro prossimo del Gruppo. Infatti al rientro, i primi piloti che hanno conseguito l’abilitazione sul caccia americano non tornano sulla base di partenza a Grazzanise, ma direttamente nella nuova “location” di Trapani Birgi presso il 37° Stormo. Il trasferimento del 10° Gruppo in terra siciliana viene sancito ufficialmente il 28 marzo del 2006.  
Da questo momento il Reparto opera sotto lo stemma della cicogna in sinergia con i colleghi del 18° Gruppo, quest’ultimo termine potrebbe forse apparire estremamente riduttivo, in quanto, se è pur vero che entrambi i Gruppi di Volo hanno una propria identità storica che mantengono inalterata, a livello operativo essi volano e gestiscono le operazioni come se fossero un unico ente, tale simbiosi è significativa ed evidente visitando la base aerea siciliana, oltretutto in un contesto di un assetto non usuale in ambito Aeronautica Militare, negli ultimi mesi si è voluto suggellare ancora di più questo spirito di comunanza verniciando sulle derive degli F 16 di Trapani entrambi gli stemmi di Gruppo, uno su di un lato e viceversa. Per evitare di descrivere esattamente due volte le tipologie di attività che svolgono i piloti del 10° Gruppo vi rimandiamo a leggere questa descrizione nella parte dedicata al 18° in qualità di Gruppo “storico” dislocato a Trapani. Il futuro del 10° Gruppo non è ancora scritto sulla pietra ma è abbastanza scontato che con l’inizio della dismissione del velivolo F 16 da luglio del 2010, lo vedrà ancora una volta oggetto di un cambiamento magari non storico ma molto importante, arrivando ad osservare nei cieli sempre del sud Italia il “Cavallino Rampante” volando in compagnia degli “Strali”.
Come da prassi ormai consolidata, durante tutte le visite ai Gruppi di Volo della nostra Aeronautica Militare, ho avuto l’opportunità e il piacere di incontrare l’attuale Comandante del 10° Gruppo “Francesco Baracca”, il Tenente Colonnello Salvatore “Cheero” Ferrara, inizialmente come Maggiore, egli ricopre questo ruolo dal 14 giugno del 2007. 
Nato a Napoli il 12 gennaio del 1971, una volta terminati gli studi entra in Accademia Aeronautica il 27 agosto del 1990 con il corso Marte IV.  
Il conseguimento del brevetto di pilota militare avviene in una scuola multinazionale degli Stati Uniti, nel dettaglio la SUPT (Specialized Undergraduate Pilot Traint), sulla Laughlin AFB in Texas.  
Ferrara rientra in Italia nel 1995 e viene assegnato all’OCU (Operational Conversion Unit) del 4° Stormo per la conversione operativa sul velivolo F 104S “Starfighter”.  
Terminato questo periodo di qualificazione, nel gennaio del 1997 inizia l’impiego operativo presso il  9° Stormo di Grazzanise, con assegnazione all’84^ Squadriglia del 10° Gruppo CIO (Caccia Intercettori Ognitempo), nello stesso anno consegue anche l’ambita qualifica di Pilota “Combat Ready” su velivolo F 104S ASA-M.  
Nel 2003, assieme a molti suoi colleghi di Reparto, viene inviato negli Stati Uniti per conseguire l’abilitazione a pilotare il velivolo F 16, nel giugno del 2004 consegue la qualifica di istruttore su tale velivolo, due mesi dopo ottiene anche la Combat Readiness.  
Nel contesto del 10°Gruppo Ferrara ha ricoperto vari incarichi di prestigio, tra i quali vediamo quello di Comandante della 85^ Squadriglia e della “mitica” 91^ Squadriglia degli Assi, sempre nello stesso ambito è stato Capo Nucleo Operazioni, Capo Nucleo Addestramento, Capo Nucleo Tattiche Operative e infine Capo Sezione Operazione, mentre in ambito del 9° Stormo è stato Capo Sezioni Piani Operazioni. 
Ferrara è stato insignito della Medaglia d’Argento di lunga navigazione aerea, della Croce di anzianità di servizio e delle medaglie NATO per i servizi resi durante le crisi dei balcani in Bosnia e in Kosovo. 
Ferrara ha al suo attivo circa 2.500 ore di volo, e di queste più di mille sono state volate sul mitico “Spillone” e altrettante sul caccia F 16, in particolare l’obbiettivo raggiunto con il secondo velivolo gli ha garantito un traguardo che difficilmente potrà essere eguagliato, in quanto visto l’approssimarsi della chiusura del programma “Falcon” non permetterà a molti i piloti di volare cosi tanto sull’F 16.