Intervista al Maggiore LV (Pilota Aeromobili a Pilotaggio Remoto) 
 
- Qual’è il background professionale di pilota, sensor operator, mission monitor, analista d’immagine e tecnico avionico? 
Il Pilota di APR (Aeromobili a Pilotaggio Remoto) del 28° Gruppo, Comandante della missione Predator, è un Ufficiale pilota proveniente dai Corsi Regolari dell’Accademia Aeronautica o dai Corsi di Complemento, inserito nel 28° Gruppo dopo il conseguimento del brevetto di Pilota Militare grazie alla frequenza di corsi di volo svolti in Italia presso l'Aeronautica Militare o all'estero, in particolare presso l'USAF, e dopo aver maturato una solida esperienza operativa di volo presso i reparti AM, jet o convenzionali, che gli consente di poter operare in un ambito operativo tanto diversificato per impiego e ruoli quale quello degli APR AM.  
I Sensor Operator, operatori dei sensori di bordo, provengono dal ruolo Sergenti o Marescialli di categoria SOIS (Supporto Operativo Informazioni e Sicurezza), normalmente qualificati ADI (Analista Dati ed Immagini) e/o intelligence.  
Il Mission Monitor, Supervisore della Missione, è un Ufficiale SOIS o CSA-DA (Controllo Spazio Aereo-Difesa Aerea), preferibilmente qualificato intelligence. Gli analisti d'immagine provengono dai ruoli Ufficiali o Sottufficiali di categoria SOIS qualificati ADI, preferibilmente intelligence.  
A differenza dei Sensor Operator, i Tecnici Avionici sono Sottufficiali manutentori elettronici qualificati sul Sistema d’Arma con prevista frequenza di specifici corsi teorici e pratici. 
 
- Come e dove vengono addestrati? 
Il personale è qualificato in Italia, presso il 28° Gruppo, o negli Stati Uniti.  
Una congrua aliquota di Piloti e Sensor Operator viene infatti abilitata ad operare con i Sistemi MQ-1 e MQ-9 presso la Holloman AFB, New Mexico, per poi proseguire l'iter di addestramento finalizzato alla Combat Readiness presso il 28° Gruppo. 
 
- Come si supplisce alla carenza di simulatori? 
Al momento a tale carenza si sopperisce con la costante supervisione di qualificati istruttori APR del 28° Gruppo che attuano un intenso programma addestrativo. 
 
- Durante la missione, qual’è il loro turnover
La turnazione del personale durante l'attività operativa varia in funzione delle esigenze, seppur normalmente essa avvenga ogni due ore. 
 
- Esistono contatti ed interscambi di conoscenze ed esperienze con personale di altre forze armate italiane e straniere dotate di APR? 
La stretta collaborazione tra AM e USAF ha consentito di porre in essere un programma di crew exchange che normalmente vede l'avvicendarsi di un Istruttore Pilota e di un Istruttore Sensor Operator, su base triennale. 
 
- Sappiamo che l’operatore alla consolle del sistema MQ-1/MQ-9 è in grado di prolungare la missione del velivolo sfruttando le correnti ascensionali presenti in teatro, non essendo egli in grado di percepire sensorialmente le stesse, come avviene la cosa esattamente? 
L'AM valuta l'elemento “uomo” come un elemento cardine capace di sfruttare appieno e con la massima efficacia l'evoluta tecnologia messa a sua disposizione. 
Ciò avviene grazie ad efficaci processi di selezione e di addestramento, ed all'esperienza che il personale ha l'opportunità di maturare nei più delicati contesti operativi.  
Solo grazie ai sopra citati fattori il Pilota di APR AM può “fondersi” al Sistema d'Arma sapendo interpretare i sensori di bordo del velivolo come fossero propri sensori corporei. 
 
- Il controllo del velivolo in teatri fuori area, o comunque a migliaia di chilometri di distanza dalla homebase, richiede la presenza in loco del personale? 
Le operazioni APR in Teatri Fuori Area richiedono una minima presenza di personale. 
 
- Nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum, dove le distanze sono sicuramente meno, gli APR dell’AM sono gestiti da Amendola? 
Nell'ambito dell'Operazione Mare Nostrum gli APR dell'AM, seppur normalmente gestiti dalla Base di Amendola, possono operare anche da altre Basi. 
 
- Sarebbe ipotizzabile l’interazione degli APR del 28° con velivoli pilotati? 
I velivoli APR AM operano costantemente negli scenari operativi più complessi, in sinergia con le altre tipologie di velivoli fornendo il proprio fondamentale contributo nell'esercizio del Potere Aereo.  
In Afghanistan, ad esempio, AMX e Predator sono stati complementari.  
La componente aerea nelle attività di contrasto alle minacce asimmetriche è fondamentale in quanto garantisce persistenza e pervasività (una presenza costante nell’area delle operazioni). 
Durate l’operazione ISAF, AMX e Predator hanno condotto un’attività congiunta per fornire full motion video alle forze che operavano sul terreno. 
 
- Eventualmente questi potrebbero gestirne l’utilizzo?  
 
Al momento i Sistemi APR AM possono essere condotti esclusivamente da Piloti Militari operanti dalla cabina di pilotaggio del Sistema. 
 
- MQ-1 ed MQ-9 sono dotati di steering? 
Certamente: l'unica differenza tra i velivoli MQ-1/MQ-9 ed i velivoli “pilotati” risiede nel fatto che la cabina di pilotaggio del Sistema non si trovi a bordo del velivolo, ma piuttosto anche a migliaia di miglia di distanza dal velivolo stesso. 
 
- Nel caso non lo siano, la loro guida a terra avviene con freni differenziali? 
N/A 
 
- Sono in grado di decollare ed atterrare autonomamente? 
Le procedure prevedono che decolli e gli atterraggi vengano gestiti dal personale pilota all’interno della Control Station
 
- Gli interventi manutentivi vengono effettuati sia al Gruppo che presso la ditta? 
I processi manutentivi vengono normalmente svolti dal personale del 28° Gruppo. 
 
- Il Predator caduto in Iraq il 15 maggio 2006 è poi potuto tornare in servizio? 
In quel particolare evento il velivolo non ha riportato danni, previa l’effettuazione dei necessari controlli, l’aeromobile è rientrato in linea. 
 
- Quali sono le operazioni, sia più propriamente militari che civili, in cui sono stati impiegati sia i Predator A/A+ che il Reaper? 
Nonostante il limitato periodo di riferimento, dal 2004 i Sistemi a Pilotaggio Remoto AM sono stati impiegati in Iraq nell'Operazione Antica Babilonia, in Afghanistan a favore di ISAF, nell'Operazione Unified Protector svoltasi nei cieli della Libia, in Kosovo a supporto del Contingente KFOR, in missioni di sorveglianza, pattugliamento, controllo del territorio e delle acque nazionali, in operazioni di ricerca e soccorso e di supporto umanitario, come nel contesto della Missione Mare Nostrum. 
 
- In termini di ore volo, qual’è a tutt’oggi il traguardo raggiunto dalle tre tipologie di velivolo? 
In meno di dieci anni di attività i Sistemi MQ-1 ed MQ-9 hanno effettuato oltre 17.000 ore di volo, per lo più nel contesto delle più delicate operazioni.
Intervista al Colonello GC (Comandante Centro Eccellenza Aeromobili a Pilotaggio Remoto) 
 
- Qual’è il ruolo del Centro Eccellenza APR in ambito AM? 
Nel 2006 lo Stato Maggiore della Difesa ha assegnato all’Aeronautica Militare la leadership di un Centro multiservice che fornisse supporto a studi, soluzione di problematiche nell'ambito delle capacità e linee di sviluppo del segmento APR. 
Esso è stato quindi concepito come reparto a valenza interforze di esperti della materia che fosse in grado di promuovere l’integrazione, la standardizzazione, la crescita capacitiva e operativa del settore, ponendosi quale realtà di riferimento per l’interoperabilità e la crescita dello specifico segmento. 
In sintesi il Centro ha oggi il ruolo di supporto per lo sviluppo interforze del settore APR, e lo assolve attraverso l’individuazione di soluzioni integrate a vantaggio dell’interoperabilità e della condotta delle operazioni aeree di settore, curando anche l’iter addestrativo basico dei relativi operatori. 
 
-Esso forma anche personale di altre Forze Armate? 
Sì, a partire dal 2010 tra i frequentatori dei Corsi Teorico Basici per Operatori di APR di classe “Micro” e “Mini” abbiamo, secondo le loro esigenze, anche personale delle altre Forze Armate e dell’Arma dei Carabinieri.  
 
-Parlando di normative, standardizzazione e certificazione, cosa si intende per fattori "dual use"? 
Il concetto di “dual use” esprime la possibilità che i sistemi APR - in virtù delle loro caratteristiche tecniche, di connettività e di flessibilità di impiego - possano essere proficuamente utilizzati anche per attività non strettamente militari, in concorso alle attività istituzionali di altri Dicasteri (es. il  contributo alla sicurezza nazionale in occasione di “grandi eventi”, eventuale monitoraggio del territorio in caso di calamità naturali, ricerca e soccorso imbarcazioni in difficoltà, ecc.). Grazie a soluzioni innovative di gestione dinamica delle aree dedicate (c.d. smart segregation), l’attività di volo con APR è svolta in piena sicurezza e riducendo al minimo le limitazioni imposte al restante traffico aereo, ivi incluso quello civile. 
 
-In relazione all’'impiego degli APR nell'ambito di spazi aerei determinati e con le limitazioni stabilite nell'apposito documento tecnico-operativo adottato dall'Aeronautica Militare, nel caso di particolari esigenze operative (militari e non), sono previste deroghe alla Legge 14.07.2004 n° 178, GU 20.07.2004?  
La legge n. 178 del 14.07.2004 è stata abrogata dal Codice dell’ordinamento militare emesso con Decreto Legislativo del Presidente della Repubblica n. 66 del 15 marzo 2010.  
L’art. 247 (Autorizzazione e limiti all’impiego degli APR in dotazione alle Forze Armate) del Decreto prescrive che l'impiego di APR avvenga nell'ambito di spazi aerei determinati e con le limitazioni stabilite dal documento tecnico-operativo stipulato tra l’Aeronautica Militare e l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC): il documento in parola è giunto alla terza versione, DTO-003 del Luglio 2013. 
Nello stesso articolo di legge si aggiunge che, pur permanendo la determinazione degli spazi aerei, nel corso di operazioni sul territorio nazionale o all’estero connesse a situazioni di crisi o di conflitto armato, l’impiego degli APR non è sottoposto a queste limitazioni. 
 
-Nell’ambito dei nuovi iter addestrativi della Forza Armata, è prevista la formazione di personale destinato ad operare gli APR formato ad hoc e non proveniente da velivoli pilotati? 
L’art. 248 del DPR 66/90, comma 1,  stabilisce che “La conduzione degli APR di peso inferiore a 20Kg (omissis) è affidata a personale militare in possesso di idonea qualifica ….”; l’AM ha prodotto negli anni degli iter addestrativi, nel rispetto degli standard adottati in ambito internazionale/NATO, che sono in via di affinamento a seguito del consolidarsi delle esperienze. 
Per i rimanenti sistemi la normativa nazionale richiede invece un pilota, onde consentire  l’impiego in piena sicurezza nello spazio aereo nazionale — spesso congestionato.  Il pilota pertanto mantiene le sue qualifiche sia sul velivolo APR che su velivolo a pilotaggio contiguo, con soluzioni di dettaglio che sono in via di evoluzione attraverso studi di settore sull’iter addestrativo del personale navigante dell’AM. 
 
-Sempre in tema di addestramento, immaginando i corsi formativi siano ancora in progress, qual è l’iter istruzionale attualmente previsto per pilota, sensor operator, mission monitor, analista d’immagine e tecnico avionico? 
Normalmente i Piloti seguono un iter istruzionale con una prima fase presso la base USA di Holloman e una seconda, che ne completa la prontezza al combattimento, effettuata al rientro in Italia con istruttori del 28° Gruppo sui velivoli in dotazione. 
Generalmente il personale destinato alle mansioni di Sensor Operator frequenta un modulo propedeutico di tre settimane presso il nostro Centro di Eccellenza che lo introduce all’ambiente APR, e poi viene inviato negli Stati Uniti per seguire un iter analogo a quello dei piloti.  
Gli Analisti di Dati e Immagini (ADI) seguono una batteria di più corsi nel campo del Telerilevamento tenuti dalla Scuola interforze di Aerocooperazione, presso l’aeroporto di Guidonia; alcuni Analisti, in seconda fase, vengono qualificati anche all'analisi di immagini radar. 
I tecnici avionici vengono invece formati attraverso corsi di qualificazione e specializzazione svolti in ambito nazionale ed altri, tenuti ad hoc presso il 32° Stormo, grazie ai quali sono abilitati ad operare sui sistemi della F.A.; l’addestramento viene completato con una congrua attività di On Job Training (OJT), ovvero di affiancamento pratico con tecnici esperti, al 28° Gruppo. E' possibile, qualora ci siano ammodernamenti del sistema, che alcuni tecnici vengano inviati presso la ditta produttrice per il relativo indottrinamento e aggiornamento. 
Per la figura del Mission Monitor è infine previsto che, dopo il conseguimento della qualifica Intelligence, frequentino un corso di familiarizzazione sul Sistema d'Arma e svolgano un adeguato periodo di OJT sull’aeroporto di Amendola; la partecipazione a missioni operative integra e completa la prontezza al combattimento. 
 
-Considerando che attualmente non esistono simulatori abilitanti alla condotta di APR, quali sono gli orientamenti della Forza Armata per il prossimo futuro?  
Nel prossimo semestre il CdE APR riceverà una piattaforma avanzata di M&S costituita da sistemi generici delle classi mini, tattico e strategico, con cui sarà possibile effettuare anche eventi addestrativi basici a favore di tutte le FFAA. 
Inoltre sono stati avviati studi per l’acquisizione di sistemi specifici destinati alle linee Predator e Strix. 
 
-E’ ipotizzabile che prossimamente i corsi teorico-pratici si tengano esclusivamente presso il Centro Eccellenza APR? 
Il CdE APR, secondo quanto disposto dalle direttive interforze, è responsabile dell’addestramento teorico basico per i sistemi al di sotto dei 20 Kg e collabora a vari livelli all’indottrinamento di tutto il personale militare del settore APR; laddove le esigenze di frequentatori in ambito interforze eccedessero le capacità di produzione del Centro, sarà possibile addivenire a soluzioni addestrative paritetiche, che dovranno essere opportunamente certificate. 
 
-Il personale è interscambiabile nella condotta dei diversi tipi di APR? 
Come per tutti gli aeromobili, anche per sistemi APR è necessario conseguire delle abilitazioni specifiche sulla macchina attraverso dei corsi teorico-pratici.  Per i sistemi al di sotto dei 20 Kg, dopo aver conseguito la qualifica iniziale su un sistema Mini/Micro APR, gli operatori possono transitare su altra macchina frequentando il corso di abilitazione specifico. 
Per i sistemi al di sopra dei 20 Kg, i piloti sono già titolari di brevetto militare conseguito presso le scuole di volo e pertanto possono transitare su altri velivoli/sistemi frequentando il corso di abilitazione specifico.
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